NILO PROVINCIA DI GENOVA

COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA

CHE COS'É

É il rapporto di lavoro nel quale il prestatore svolge la propria opera intellettuale o manuale, in autonomia e senza vincolo di subordinazione, a favore di un soggetto committente. Gli elementi necessari per configurare il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa sono:

  • la continuità dell'impegno nel tempo
  • la coordinazione della prestazione, che deve essere connessa con l'attività del committente
  • la personalità della prestazione

AMBITO APPLICATIVO E DISPOSIZIONI SPECIALI

Il rapporto di collaborazione coordinata e continuativa senza progetto si applica solo nella Pubblica amministrazione (Decreto Legislativo 276/03, Circolare ministeriale n. 1/2004).

Nel settore privato, si applica la disciplina del lavoro a progetto, che prevede maggiori tutele per il lavoratore.

Qualora venga accertato che una collaborazione, anche a progetto, ha i requisiti del lavoro subordinato, in caso di contestazione da parte del collaboratore i datori di lavoro sono tenuti a versargli un indennizzo compreso tra 2,5 e 6 mensilità di retribuzione, ma soltanto se:

  • entro il 30 settembre 2008 abbiano offerto ai propri collaboratori la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato
  • e se, dal 20 ottobre 2010, abbiano offerto di trasformare quest'ultimo contratto in un contratto a tempo indeterminato, oppure abbiano offerto al proprio collaboratore l'assunzione con contratto subordinato a tempo indeterminato (Collegato lavoro 2010, art. 50)

ALCUNE CATEGORIE

Non si applica la disciplina sul lavoro a progetto nel caso di (Dlgs 276/2003, art. 61 comma 2):
  • professioni intellettuali per l'esercizio delle quali è necessaria l'iscrizione in appositi albi professionali esistenti alla data del 24 ottobre 2003 (Circ. 1/04)
  • rapporti e le attività di collaborazione coordinata e continuativa comunque rese e utilizzate a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal Coni
  • componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società e i partecipanti a collegi e commissioni (compresi gli organismi di natura tecnica - Circ. 1/04)
  • collaboratori che percepiscono la pensione di vecchiaia (compresi quei soggetti, titolari di pensione di anzianità o di invalidità che, ai sensi della normativa vigente, al raggiungimento del 65 anno di età, vedono automaticamente trasformato il loro trattamento in pensione di vecchiaia - Circ. 1/04)
  • agenti e i rappresentanti di commercio
Particolari specie di collaborazioni sono le
prestazioni occasionali e il lavoro occasionale accessorio.

TRATTAMENTO ECONOMICO

I compensi per le collaborazioni coordinate e continuative sono equiparati ai redditi da lavoro dipendente (Legge 21 novembre 2000, n. 342). Ciò comporta per i committenti:

  • l'applicazione di una ritenuta in base agli scaglioni di aliquote, sia per l'Irpef che per le addizionali
  • il calcolo delle detrazioni d'imposta
  • il calcolo delle detrazioni per carichi di famiglia e dell'eventuale conguaglio a fine anno o a fine contratto

ADEMPIMENTI OBBLIGATORI, TUTELA PREVIDENZIALE E ASSICURATIVA

Gli adempimenti obbligatori telematici, per comunicare ai Servizi competenti l'instaurazione, la trasformazione o la cessazione dei rapporti, spettano ai committenti; il collaboratore è invece tenuto a iscriversi alla Gestione separata Inps (Messaggio Inps 2 aprile 2008, n. 7505), ma non deve rinnovare l'iscrizione se passa da un committente ad un altro. É invece tenuto ad iscriversi nuovamente quando inizia un'attività di lavoro autonomo con partita IVA. In tal caso è obbligato a versare in proprio la relativa contribuzione (Messaggio Inps 8 Novembre 2005, n. 36780).

Per i collaboratori coordinati e continuativi è prevista una particolare forma di previdenza obbligatoria gestita dall'Inps. Costoro sono infatti tenuti a iscriversi nell'apposita Gestione separata istituita presso l'Inps, dove il committente provvede a versare i contributi previdenziali (L. 335/1995) calcolati sui compensi percepiti e ripartiti tra il collaboratore (1/3) e il committente (2/3). L'omesso versamento delle ritenute previdenziali a favore dei collaboratori iscritti alla Gestione separata Inps è reato ed è punibile penalmente (Decreto Legge 12 settembre 1983, n. 4, art. 2, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater convertito, con modificazioni, dalla Legge 11 novembre 1983, n. 63; Collegato lavoro alla Legge finanziaria 23 dicembre 2009, n. 191).

Per il 2012 il massimale annuo di reddito imponibile a fini previdenziali applicabile ai parasubordinati è di euro 96.149,00 annui , mentre il minimale di reddito per l'accredito contributivo si comunica che per l'anno 2012 è pari ad euro 14.93,00 (Circoalre Inps 3 febbraio 2012, n. 16; Legge 183/2011, art. 22, comma 1; Circolare Inps 9 febbraio 2011, n. 30; Legge n. 233/1990, art. 1, comma 3; Legge n. 335/1995, art. 2, comma 18).

ENTITÁ DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

I contributi vengono calcolati in percentuale sul compenso lordo ricevuto dal collaboratore nei limiti indicati dalla Legge 326/2003. Per il 2012 sono fissati nelle seguenti misure:
Anno
soggetti non iscritti ad altra gestione pensionistica
iscritti ad altra gestione pensionistica
Anno: 2012
per i non iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria oltre alla gestione separata e per i non pensionati : 27,72% (27,00% IVS + 0,72 aliquota aggiuntiva)
soggetti iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria,  titolari di pensione diretta, titolari di pensione di reversibilità: 18%
É onere del lavoratore comunicare il reddito percepito.

ALTRE FORME DI TUTELA

Al collaboratore coordinato e continuativo spetta la tutela per la maternità (
lavoratrici parasubordinate) e l'indennità giornaliera di malattia (Legge 296/2006, art. 1, comma 788).

I collaboratori che svolgono attività protetta, compresa la conduzione di veicoli a motore, devono essere assicurati contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali presso l'Inail (Dlgs 38/2000). Il premio assicurativo è ripartito tra il lavoratore (1/3) e il committente (2/3).

ESTINZIONE

Il collaboratore può recedere dal contratto liberamente. L'unico vincolo è l'obbligo di preavviso al datore di lavoro con l'anticipo e nei modi eventualmente indicati dal contratto.

INDENNITÁ UNA TANTUM DI SOSTEGNO AL REDDITO

In via sperimentale per gli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 nel limite di spesa per il 2012 pari a euro 13 milioni e nei soli casi di fine lavoro, ai collaboratori, anche a progetto, è riconosciuta una indennità straordinaria liquidata in unica soluzione, pari al 30% del reddito percepito l'anno precedente e non superiore a 4.000,00 euro (per il 2009 il tetto era il 20%) e a condizione che i collaboratori possiedano alcuni requisiti (Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185, art. 19, comma 2, convertito con Legge 28 gennaio 2009, n. 2; Legge 23 dicembre 2009, n. 191, art. 2, comma 130; Decreto-Legge 29 dicembre 2011, n. 216, art. 6, comma 1, lett. c).

Il diritto a percepire questa indennità è subordinato alla dichiarazione di immediata disponibilita' al lavoro o a un percorso di riqualificazione professionale. In caso di rifiuto di sottoscrivere la d.i.d. o di un percorso di riqualificazione professionale o di un lavoro congruo, il potenziale beneficiario perde il diritto a qualsiasi erogazione di tipo retributivo e previdenziale.

STATO DI DISOCCUPAZIONE

Il lavoratore che svolge una collaborazione coordinata e continuativa conserva lo stato di disoccupazione se il reddito annuale non è superiore al reddito minimo personale escluso da imposizione, come indicato dal Dlgs 297/2002, e dai conseguenti provvedimenti regionali. Il reddito derivante dal contratto di collaborazione è fiscalmente assimilato al reddito da lavoro dipendente. Si applicano pertanto le soglie relative a quest'ultimo tipo di reddito.

PRESUNZIONE DI COLLABORAZIONE COORDINATA E CONTINUATIVA IN CASO DI LAVORO CON PARTITA IVA

Le prestazioni di lavoro autonomo con partita IVA sono da considerarsi rapporti di collaborazione coordinata e continuativa qualora ricorrano almeno due dei seguenti presupposti (Dlgs 276/2003, art. 69-bis introdotto dalla L. 92/2012. art. 1, commi 26 e 27, come modificata da L. 134/2012, art. 46-bis, c. 1, lett. c):

  • che la durata della collaborazione sia superiore a 8 mesi (6 mesi nel testo originario del disegno di legge) nell’arco di due anni solari consecutivi

  • che il ricavo dei corrispettivi percepiti dal collaboratore nell’arco dello stesso anno solare superi la misura dell’80% dei corrispettivi complessivamente percepiti dal collaboratore nell’arco di due anni solari consecutivi

  • che il prestatore abbia la disponibilità di una postazione fissa di lavoro presso il committente

Le disposizioni introdotte si applicano solo ai rapporti instaurati successivamente all’entrata in vigore della riforma (18 luglio 2012); per quelli in corso le disposizioni trovano applicazione decorsi 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, cioè a partire dal 18 luglio 2013.

    La presunzione non opera:
    • qualora la prestazione lavorativa sia connotata da competenze teoriche di grado elevato acquisite attraverso significativi percorsi formativi, ovvero da capacità tecnico-pratiche acquisite attraverso rilevanti esperienze maturate nell'esercizio concreto di attività
    • con riferimento alle prestazioni lavorative svolte nell'esercizio di attività professionali per le quali l'ordinamento richiede l'iscrizione ad un ordine professionale, ovvero ad appositi registri, albi, ruoli o elenchi professionali qualificati e detta specifici requisiti e condizioni. La ricognizione delle predette attività è demandata a un decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, da emanarsi, in fase di prima applicazione, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge, sentite le parti sociali
    • se la prestazione lavorativa è svolta da un soggetto titolare di un reddito annuo da lavoro autonomo non inferiore a 1,25 volte il livello minimo imponibile per il versamento dei contributi

COMUNICAZIONI OBBLIGATORIE

In caso di instaurazione di un contratto di collaborazione, o di sua trasformazione o cessazione, il committente deve darne comunicazione obbligatoria ai Servizi competenti, con modalità telematica e nei termini di legge, attraverso i sistemi informatici messi a disposizione dalle regioni e province autonome (Legge 27 dicembre 2006, n. 296, art. 1, commi 1180 ss; Decreto interministeriale 30 ottobre 2007).

Quando il committente è una Pubblica amministrazione, essa è tenuta alla comunicazione telematica entro il ventesimo giorno del mese successivo a quello dell'instaurazione, trasformazione o cessazione del contratto (Decreto legge 1 ottobre 1996, conv. Legge 28 novembre 1996, n. 608, modificato dal Collegato lavoro 2010, art. 5, comma 1).

Ultimo aggiornamento: 29/04/2013
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